Fino ad oggi mi sono soffermato sul mondo della poesia, sulle sfaccettature della prosa e sui labirinta della lingua italiana ma anche spagnola.
Ebbene, oggi è arrivato il momento di parlare di assonanze tra chat e poesia.
Il mondo delle chat si avvicina moltissimo al mondo della poesia fino a nascondere il sottile limite tra chattare e poetare.
Se andiamo ad analizzare la maggior parte delle discussioni che si fanno in chat su qbr scopriremo che internet, il mondo delle community virtuali fa esprimere la voglia di poesia che è in ognuno di noi.
Quante volte vi è capitato, per raggiungere il semplice obiettivo di conoscere o magari incontrare una ragazza o una donna, di fingervi poeti in qbr chat tirando fuori tutta la vostra voglia di scrivere?
Quante volte la dolcezza della poesia ha rappresentato l'unica possibilità di farvi avere successo in chat?
Ebbene, quella vostra sensazione ha un nome ben preciso, si chiama "chatpoesia".
La chatpoesia rappresenta la scomparsa dei freni e la liberazione del nostro istinto poetico.
Quando l'istinto poetico si libera viene fuori e si fa conoscere, si fa incontrare, il nostro vero io, il nostro subconscio la nostra voglia di chiacchierare, di chattare, di conoscere nuova gente.
Aprite la vostra mente e liberate la poesia sommersa in ognuno di voi...
Lasciatevi andare e conquistate la chat
Sembra forse intuitivo
Che il momento positivo
Il momento più giulivo
Qui si chiama aperitivo
Ricordate quel muretto,
Proprio fuori a "il baretto"?
Io di solito mi metto
Sotto all'albero e vi aspetto
E non scordatevi il mojIto
Molto freddo va servito
Che vi si congela il dito
E si spalanca l'appetito
Se più tardi scende sera
L'aria sembra più leggera
S'è cambiata l'atmosfera
Non v'è dubbio, è primavera
JEFF
Inizia il mio cammino nel mondo della scrittura.
Anzichè il solito post di benvenuto che si trova in tutti i blog, inizio questa nuova avventura con una poesia scritta da me:
OH VALENTINO
oh valentino vestido de nuevo
como jarras de los espinos
solo, a los pieitos dañatos desde la zarza
llevas las zapatillas que tu mama hize
que nunca cambiaste desde aquel dia
que no cuestaron ni una moneda
in vez cuesta el vestido que te cosi
cuesta; que mama ya gasto toda la pobre hucha
ahora esta vacio y cante mas que un mes por llenarlo
ho pubblicato una copia di questa mia poesia sul primo sito in italia: poesia e su chat